Piccole migrazioni indolori

Ivan nasce in un piccolo paesino della campagna brianzola, la nebbia,le case, i campi, la nebbia, i bar, le sbronze, ma sempre la nebbia.
Vede il mondo e lo trova noioso, forse per questo si annoia, lo vede in bianco e nero, come glielo hanno sempre proposto la stessa gente le solite discussioni, gli stimoli con le stesse conclusioni.
Ivan è stanco annoiato e questo bianco e nero nel cervello comincia a stargli veramente stretto.
Decide di partire.Vado in città dice agli amici e alla famiglia.
Arrivato, spaesato trova casa in una grigia e piatta via di Milano.
Guarda fuori dalla finestra e pensa:”questo si che è strano, qui è veramente tutto in bianco e nero”.Non mi arrendo. Vita forsennata. Conoscenze. Amicizie. Casini. Deliri. Ivan si alza dal letto una mattina di un anno dopo e Bang!… tutto ha improvvisamente preso colore,di colori mai visti.
Le voci in strada cominciano ad assumere forma e lo chiamano, da una parte e dall’altra. Ivan rimane immobile ad ammirare spaventato questa esplosione. Perchè prima no? e io? dove devo andare? sceglierò!

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Bang!

3 anni dopo Ivan esce di casa vestito con i colori che in questo periodo ha saputo scegliere ma lo prende il mal di testa, cosi chiude gli occhi e quando li riapre Bang!… di nuovo.
Solamente che questa volta tutto si colora dei suoi medesimi colori, le persone sembrano parlare la sua stessa lingua, quasi gli leggessero il pensiero. Come? Dici sul serio? E io? non ci credo! piangerò!

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Choice…

Tristezza, sconforto e alienazione, Ivan non riesce e non vuole continuare a vedere tutto dello stesso colore è cosi bella la diversità, la novità, la curiosità.
Telefono.”Ciao pà come và?… mmm… sono malato posso tornare a casa per un pò?… Pà:” è quasi due anni che non ti fai vivo, ancora un pò e pensavo di doverti venire a prendere a calci!… (più calmo)…Torni sabato? . Ivan:”si”.
Quel sabato: stanchezza, ubriacatura, mal di testa… Ivan si addormenta sul treno. Toc Toc ,dal finestrino. Apre gli occhi e vede suo padre. “Mi sono addormentato, scusa…. ora scendo.
Ivan scende  dal treno e Bang!… quel paesino bianco e nero  si è improvvisamente colorato di tinte così naturali, ma fantastiche. Il padre, la madre, gli amici del paesino, le solite parole e discussioni, ma anche i colori sobri, neutri, ma sempre colori.
Ivan assapora questa nuova e attesa sensazione con tutti i sensi come non li utilizzava da quando era bambino.
Con gli occhi chiusi guarda rilassato e cosciente questo nuovo e chiaro mondo . Percepisce le vibrazioni dei colori al solo tatto.Gli orizonti si allargano.

para+

Knowledge

“Farò il pendolare, qui c’è qualcosa di famigliare. Ma non fateci l’abitudine, viaggerò di più e più lontano ancora, il mio occhio non si è ancora saziato, il mio pensiero percepisce nuovi cromatismi”.Dice agli amici.